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Colors




Il mondo visto da una bicicletta cambia di colore!
E' una strana sensazione, forse sarà quella velocità ipnotica o quell'equilibrio instabile che taglia l'aria come fosse il niente, fatto sta che sulla bicicletta le cose cambiano...Cambiano gli umori e i punti di vista, che diventano  inevitabilmente mobili! Cambiano le intenzioni e le aspettative, perchè su una bicicletta tutto è in divenire! Cambiano i paesaggi e gli orizzonti, a tal punto da sembrare quadri di una realtà che si può toccare, condividere, conoscere nelle sue più recondite pieghe!

Il mondo visto da una bicicletta è tutto un altro mondo! 
La visione del tutto si confonde e si rinnova per arrivare ai nostri occhi come una nuova fantasia che però non ha niente di fantastico, anzi, ha tutto il contrario... Strano a dirsi e ancora più strano a vedersi, ma il mondo visto da una bicicletta cambia persino le persone, che mentre camminano nei loro vestiti fatti di intuizioni e di colori  non sanno che quell'insieme di pigmenti e sensazioni non sono altro che la tavolozza di una vita

Colors  - opera di Roberto Sironi - acrilico su tela




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Quest' opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.


La bicicletta che non c'è


Io so di una bicicletta che non c'è che proprio ora sta viaggiando per strade sconosciute, infinite...strade che portano lontano, più lontano dei pianeti, più lontano delle galassie, più lontano di un pensiero universale che come un lampo illumina la notte!
Io so di una bicicletta misteriosa che non si può vedere, ma la puoi sentire quando passa come un soffio di vento che spettina i capelli, come l'alito del mare quando spruzza i suoi sorrisi. Quella bicicletta è una macchina volante che trasporta la memoria quando, un attimo prima di diventare storia, è già un ricordo in fondo al cuore!
Io so di una bicicletta che ha due anime rotonde come la forma delle ruote e girovaga nel mondo verso mete inesplorate, verso fini senza fine, verso sogni quasi sempre mai avverati...Quella bicicletta non la puoi incontrare, non la puoi avere, la puoi solo immaginare quando il tuo sguardo si è perso in un'idea rimasta appesa all'orizzonte come una stella è sospesa in un cielo notturno e silenzioso!
Io so di una bicicletta che non c'è e che proprio ora sta viaggiando per strade sconosciute, infinite... strade che portano lontano, più lontano dei pianeti, più lontano delle galassie, più lontano di un pensiero universale che come un lampo illumina la vita! E su quella bicicletta c'è qualcuno a cui non puoi più parlare e mentre le sue labbra sono immobili e i suoi occhi per sempre chiusi lo vedi, in quella incomprensibile quiete, in quell'oblio impenetrabile, pedalare per andare chissà dove per non tornar mai più!

Ciclisti in paradiso - opera di Roberto Sironi - acrilico su lista di parquet 



www.unartistainbicicletta.com 

www.robertosironi.com 
www.cyclemagazine.eu

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Un chiodo fisso!

Quando incontri un chiodo fisso, incontri una certezza che ha perso il suo legame con la realtà! Proprio in quel momento senti un leggerissimo calore  pervadere ogni convinzione mentre perplessità che sembravano dimenticate, ribollono tutt'intorno...Quel chiodo fisso e inaspettato è una ferita al cuore che solo il tempo può guarire! Scorrono le pagine di un libro come girano le ruote di una bicicletta, sino ad arrivare al centro della vita dove l'ardore si fa bello e il ricordo si colora di passato!
E' proprio lì che incontri un chiodo fisso! Affilato come la lama di una spada, appuntito come la punta di un coltello...Un pensiero nobile lasciato sulla strada ad arrugginire come è l'età abbandonata al tempo! Quel chiodo fisso e inatteso è un colpo basso sferzato nell'ombra di una sensazione! Scorrono i giorni come girano le ruote di una bicicletta, sino ad arrivare al centro della terra dove il nulla si fa grande e il niente abbandona il suo cammino! E' proprio lì che incontri un chiodo fisso! Costante ed ossessivo, ritto e prepotente sulla strada della fatalità e come un assassino mai pago della morte, eccolo trasformarsi in un destino prodigioso e impressionante , occulto e misterioso, impenetrabile e invincibile, colpire senza pietà la parte più indifesa della tua umile certezza: la ruota anteriore della tua bicicletta!


Opera di Roberto Sironi - acrilico su cartoncino

Bicicletta ed evoluzione!


L'andamento di una bicicletta è paragonabile ad un linguaggio sconosciuto,algebrico, invitante come una formula mai capita o un miracolo fuso nella scienza e preciso come un'intuizione! 

Andare in bicicletta è un'azione codificata da alieni stravaganti ed eccentrici in vena di scherzare con lo spazio e tutto il suo infinito! In quel sistema operativo fatto di piccolissimi granelli di meccanica e sapienza si nascondono risposte indefinite e realtà d'altri mondi che giocano con la fantasia come fa il gatto con il topo! 

Nell'imponenza di quell'idea che barcolla in un equilibrio sintetico ed incomprensibile, il futuro si esalta in un viaggio nel passato, laggiù dove le chiacchiere stanno a zero e lo zero è l'assoluta assenza di superficialità e gli opposti si attraggono come si attraggono due ruote legate per sempre ad una catena!

Andare in bicicletta è una grammatica per linguaggi al divenire e in quel flusso, in quel fluido magico che è il percorso della vita, l'evoluzione si celebra sull'altare dell'intelligenza!


Opera di Roberto Sironi - acrilico su cartoncino

Pedalare è un gioco d'azzardo!

Giocare con l'aria è un pò come volare, soprattutto quando non si hanno le ali! Tutto sembra etereo, impalpabile...Un'incredibile sensazione di abbandono in una realtà talmente leggera d'avere un dubbio sulla sua esistenza! Giocare con l'aria è un pò come andare in bicicletta, soprattutto quando si hanno delle ali invisibile ed immaginarie! Tutto sembra immateriale, celestiale...Muoversi tra aria e cielo è una sensazione unica ad una velocità ineguagliabile, straordinariamente rara!
In quel gioco di paesaggi e colori, si stabiliscono intenzioni ed illusioni mai avute prima...In quel gioco, dove non si vince e non si perde, lo spirito si diverte al suono dei pedali che nelle sconfinate praterie dell'anima diventa sinfonia e l'eco si spande tutt'intorno! 
Pedalare è un gioco d'azzardo per giocatori alla ricerca della normalità e di una tentazione che non sfocia mai nell'imbecillità e in quel giocare con la vita, con le cose e con la scienza, viaggiare, percorrendo strade sconosciute e leggendarie, diventa un'immaginaria realtà!


Opera di Roberto Sironi - acrilico su cartoncino

Insolite geometrie!

Corpo e mente: un incomprensibile, inestinguibile ma necessario compromesso! Il senso della vita, probabilmente, passa da questa figura in costante movimento che è il corpo umano nel cui interno risiede la macchina del tempo, la sala comando di un oggetto dalle capacità illimitate, il crocevia nel quale spirito e materia s' incontrano per dare alla luce un capolavoro vivente!
Mente e corpo sono come le ruote di una bicicletta, perfettamente uguali, inesorabilmente indispensabili, uniche, insolite geometrie per ordinarie matematiche! Il senso della direzione, probabilmente, non è la meta ma la strada per raggiungerla! Simbioticamente quelle due ruote girano all'infinito, in perfetto accordo con l'energia e mangiano chilometri come l'intelligenza si nutre della ragione...Mente e corpo, uniti dalla stessa promessa, antica come il mondo, futura come l'assoluto esistono nella loro totale completezza, sconfiggendo il tempo con la loro presenza leggendaria!

Opera di Roberto Sironi - acrilico su cartoncino

Biciclette alate

Sul Campo di Marte i guerrieri  sfilano sulle loro biciclette da guerra mentre nel sole di un'epica battaglia scudi e lance brillano come lampi a ciel sereno in una memoria che non ha tempo ma solo immaginazione! Sul Campo di Marte i guerrieri cantano nenie antiche sulle loro biciclette eroiche! Gesta e leggende, sangue e saliva si mischiano all'odore della polvere di una mitologia che può solo essere odissea!...In quegli sguardi, gli occhi, sembrano coltelli affilati in onore degli Dei...In quell'ira i guerrieri corrono sulle loro biciclette da combattimento mentre tutte le stelle si sono nascoste dietro un Olimpo mai raccontato. Le ferite della vita sono cicatrici scolpite sulla pelle di una memoria fragile e dimenticata in un oblio di silenzio, sudore e bestemmie!
Sul Campo di Marte i guerrieri danzano sulle loro biciclette alate la danza della morte mentre nella polvere di un capo di battaglia, gli sconfitti piangono e ridono senza alcun rimpianto, perchè vivere o morire non è la fine della corsa dove, inesorabile, il traguardo vuole le sue vittime!



Opera di Roberto Sironi - acrilico su cartoncino


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La catena della libertà!

Eccola la catena della libertà che spazza via tutte le ingiustizie e libera energie perdute e nascoste nella fitta giungla dei muscoli di due gambe gonfie di fatica! Strana catena quella che non serra nessun polso, non logora la pelle, non imprigiona le illusioni! In una ribellione di polvere e chilometri, eccola la catena della Storia che non dimentica i suoi eroi e tutti i giorni serviti a conquistare mirabolanti vittorie!
Quelle due gambe roteano mulinando sogni, liberando energie misteriose nascoste tra le onde verticali di un mare fatto di curve e di colline e di schiuma di sudore! Eccola la catena di un arcobaleno diventato rosso da fare invidia al sole, mentre nelle vene di quelle gambe sgorga la potenza della ragione!
Eccola la catena della libertà che unisce tutte le esitazioni che come energie ritrovate  pulsano nei muscoli di due gambe istruite alla vittoria...Strana catena quella che non lega a niente, non offende l'intelligenza, non imprigiona le leggende! In una ribellione di parole e fantasia, eccola, quella catena, liberare due ruote per sempre srotolando il significato di tutta una vita!

Dove pedalano gli eroi!

In una nebbia spessa come la rabbia, un uomo solitario pedala sulla sua bicicletta come se andasse verso la fine del mondo! Laggiù, dove l'inferno si mette il cappotto e la sera, davanti ad un fuoco che brucia l'anima,  legge un libro di Dostoevskij e poi si addormenta rinfacciando alla vita una malinconia mai capita, pedalano gli eroi! In quella nebbia da romanzo gotico, quell'uomo solitario pensa, incollato alla sella della sua bicicletta, chiedendosi perchè il sole è cosi piccolo e pallido su quella vetta, in quel silenzio di tenebre ed ombre!
L'uomo avanza su quella strada nera e consumata dalla neve cercando un paesaggio in una luce che abbaglia il cuore mentre i suoi occhi stanchi, lucidi e freddi sembrano binocoli di guerre lontane! In quella nebbia spessa come la rabbia, la speranza si fa tepore ed un attimo prima d'inforcare la discesa, l'uomo solitario volge lo sguardo all'infinito, attraversando le valli ghiacciate della celebrità, lassù, dove il paradiso si fa bello in un cielo azzurro ed indistinguibile!



"Monsieur Vélo" - opera di Roberto Sironi - acrilico su tavolo di legno - 20 x 60



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Lungo le miopie di un paesaggio francese

Lungo le miopie di un paesaggio francese svettano gli eroi della strada, come giganti, come libellule, passano attraversando i cuori come coltelli affilati! Colori, odori, in uno sciame di insetti su due ruote, le biciclette sventolano le loro passioni travalicando anime in preda ad un delirio di sorrisi e gesti che si mischiano nell'aria calda di un estate!
Lungo le croste di baguettes ancora bollenti ,la folla attende ansiosa i suoi giganti, le sue libellule, mentre sirene e motori sembrano ritmare la più grande sinfonia della fatica! Gocce di memoria accarezzano le fronti perdendosi nei rivoli più segreti di quelle biciclette che avanzano come cavalleria alla carica, sventolando vessilli che un vento invidioso e cattivo, schiaffeggia senza nessuna ragione...Su quella strada gli eroi si estenuano e in un batter d'occhio scompaiono come mitologici giganti, come libellule lungo le miopie di un  paesaggio francese!


"Camargue" opera di Roberto Sironi - acrilico su tela - 30 x 60 





Il corridore sconosciuto

Il corridore sconosciuto abbozza un sorriso e sembra non essere solo in quella solitudine da ultimo posto! Lui non ha paura dei traguardi, non li riconosce, non li raggiunge mai, nemmeno con la fantasia! Lui pedala come se la strada fosse solo una lunga passeggiata con la testa fra le nuvole, un'opera incompiuta lasciata all'umore delle stagioni!
Il corridore sconosciuto regala gocce di sudore e sembra non sentire mai fatica in quella solitudine da periferia, in compagnia della sua bicicletta che stanca di quella vita, né vorrebbe un'altra...Lui pedala come se le ruote fossero due polmoni gonfi d'aria e di malinconia, come amori in equilibrio sul ciglio della strada...Il corridore sconosciuto è un ciclista felice che sembra non essere mai solo in quella solitudine da ultimo posto, perchè dietro di lui, proprio sul ciglio di quella strada, qualcuno urla ancora: " Bravo!"


opera di Roberto Sironi - acrilico su cartoncino 



Chilometri di polvere

Due sguardi si lanciano verso un traguardo! S'incrociano, si scrutano, quasi si accarezzano da tanto sono vicini! Quei due sguardi arrivano da lontano,da chilometri di polvere e sogni d'asfalto...Chi erano, chi sono? In quell'aria tagliente, leggera e fredda, i due sguardi si spiano, aspettano, s'insinuano nelle rughe della faccia come aratri nella terra! In quel pomeriggio lungo tutta una vita, davanti ad occhiate impazienti, a sorrisi urlanti e a gesti che colorano i cuori di un rosso vivo come sangue, quei due sguardi avvolti in un vortice di fatica e di tensione ondeggiano alla velocità del pensiero, sempre più forte, come lampi, come idee, come impressioni in equilibrio su quella strada diritta come una freccia che si abbandonerà al destino, come fa il destino quando gioca a carte con la vita, come fa la vita quando, con un colpo di reni e di magia taglia l'ultimo  traguardo: il futuro!

L'uomo leggenda

Su una strada che sembra andare dritta in cielo, un uomo pedala come se le gambe fossero ali! Quell'uomo solo, vestito di sudore e di fatica, sfida le più equilibristiche altezze come se avesse un appuntamento con un dio malizioso o con il diavolo qualunque! Il suo corpo è un tutt'uno con la pioggia, il vento e la terra e niente lo può fermare, perchè quel corpo è un fascio di muscoli che brucia tutte le illusioni, quel corpo è un arco teso un attimo prima che la freccia vada per la sua strada senza mai voltarsi indietro!
Quell'uomo solo, bagnato di gloria e di leggenda non ha rivali , non ha nemici, ma solo una folla colorata ed impazzita che urla il suo nome e al suo passaggio lancia gesti d'amore e parole di conforto!
Il suo corpo è un nido di sogni da raccontare! Su quei pedali, ritto e valoroso, quell'uomo scavalca gli orizzonti ridipingendo stanchi arcobaleni che malinconicamente aspettano sul ciglio della strada...quella strada che sembra andare dritta in cielo, infinita e leggendaria!
Sudore, fatica, gloria e leggenda...Nessuno lo può fermare quel ciclista su strada italiano, nemmeno la morte!

opera di Roberto Sironi - acrilico su cartoncino




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Costumi sul traguardo

C'è una strana folla oggi sulla strada, una specie di colorata intuizione che riempie l'anima e le cose! In quel furore di parole, di baci e antichi abbracci, costumi in carne ed ossa sono in bella vista davanti ad un orizzonte che nemmeno l'immaginazione potrebbe mai immaginare!
Su quella strada si consumano gli amori  e si festeggia una scandalosa e sacra primavera che miete tutt'intorno invidie e rancori d'altri tempi!
In quell'ardore di pensieri, di gesti e antichi sguardi, costumi dondolano come fossero piume leggere in balia del vento davanti ad un orizzonte che nemmeno il destino potrebbe mai cambiare! 
In quell'odore di forza e di sudore i corridori scendono dalle loro biciclette  dopo avere attraversato ancora una volta un inferno di chilometri e temporale sino ad arrivare, con le loro braccia stanche, sul traguardo, dove ad aspettarli c'è una strana folla, una specie di colorata ispirazione che riempie l'anima e le cose mentre  costumi in carne ed ossa sono in bella vista davanti ad un orizzonte che nemmeno il dio della vittoria potrebbe mai sconfiggere!

Costumi sul traguardo   - opera di Roberto Sironi - acrilico su tela




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Uomini mosca

...E che dire di tutta quella gente che aspetta per ore ed ore sulla strada quello sciame di uomini mosca che per un solo attimo, un unico istante, sfreccia davanti a sguardi inebetiti dalla gioia e dall'immaginazione?
Quale magia e quale sortilegio hanno immobilizzato in un sogno tutta quella fantasia di colori, gesti e urla al vento? Sotto un sole cocente o schiaffeggiata da una pioggia insistente e maleducata, quella gente aspetta gli eroi venuti da molto lontano con le loro gesta, le loro storie, le loro vite da campioni!...Che dire di quella folla in eterno movimento che accarezza l'erba, ansimante, felice, quasi impazzita, come se il mondo fosse solo asfalto attraversato  da una cicatrice fatta di fatica e di memoria?
Che dire a tutta quella gente, che qualcuno chiama ancora pubblico, festosa sul ciglio della strada mentre danza con la felicità, se non grazie di essere venuta ancora a rendere  omaggio a quello sciame di uomini mosca che per un solo attimo, in un sussurro solitario, in quel brusio metallico ed ancestrale , sfila davanti ai loro sguardi inebriati di gioia e d'immaginazione per scomparire nel nulla di una curva dietro la quale c'è ancora gente che aspetta da ore un sogno venuto da molto lontano!

Quadriglia   - opera di Roberto Sironi - acrilico su tela




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La bicicletta del mascheraio

La bicicletta del mascheraio non ha volto, non ha sguardo, nessuna faccia da esibire se non ipotetico viso fatto di fantasia  e di altre storie! Dietro quel presente misterioso ed immobile, un mondo oscuro si nasconde da curiose occhiate, da vizi malcelati  e bigotte infamità da marciapiede!

Quella bicicletta, che non ha mai avuto voglia di essere la bicicletta di un fantasma, non ha nessuna cicatrice da ricordare, ne catene da liberare! La gente la guarda insospettita, evitando la sua scia e quell’ alito di vento silenzioso che al suo passaggio invade il tempo e l’aria!

La bicicletta del mascheraio è una bicicletta che non ha un passato e si nasconde dal futuro! Dietro quel presente cosi tanto cercato ed inseguito, un mondo di chiacchiere albeggia all’orizzonte mentre un mare di gente si appropria della strada pur sapendo che quella strada non li porterà mai a niente…Tutti quanti a viso aperto, andando incontro ad un destino dispettoso ed arrogante, sorrideranno, come si sorride alla paura, ad una diabolica e vendicativa ovvietà!

La bicicletta del mascheraio non ha volto, non ha sguardo, nessuna faccia da esibire se non un carnevale di presunti lineamenti,  fatto di segreti, intuizioni  ed altre storie, che ora sarebbe troppo lungo raccontare!


opera di Roberto Sironi - acrilico su cartoncino




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